Biografia

Carlo Vincenti (1946-1978)

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Nato a Viterbo nel 1946 e morto tragicamente all’età di 32 anni, ha lasciato alla fine della sua breve vita moltissime opere, non solo dipinti e disegni, ma anche scritti, giacché la sua personalità si esprimeva sia attraverso l’immagine visiva, sia attraverso la poesia e lo scritto ideologico-filosofico.

Sin dall’infanzia, l’artista rivela eccezionali doti nel disegno e nella pittura, attirando l’attenzione della stampa. Dagli anni dell’adolescenza è anche poeta. Svolge i suoi studi presso il Liceo Scientifico di Viterbo e nel 1965 si iscrive alla Facoltà di Architettura dell’Università di Roma, città in cui affina la sua cultura frequentando musei e gallerie.

Dopo aver instaurato una propria tecnica neo-dadaista con collages di reperti iconici e testuali, dal 1974 si lega con contratto alla Galleria Miralli di Viterbo. Dal 1975 al 1978 vive disagi e dolorose crisi esistenziali pur non interrompendo l’attività artistica.

Numerose le sue personali in sedi pubbliche e private, anche dopo la sua morte. Ha una ricca bibliografia (tra i molti autori Crispolti, Mascelloni, Mussa, Bentivoglio).

Carlo Vincenti è dunque un artista dall’esperienza umana segnata dalle connotazioni dell’emarginazione, collocandosi tuttavia all’avanguardia in quel settore della produzione artistica “verbo-visiva”, dove l’elemento caratterizzante risiede appunto nell’uso simultaneo della parola e dell’immagine come componenti di un discorso unitario.

Mirella Bentivoglio